La carie, in ambito odontoiatrico, è un patologia ben conosciuta perché molto diffusa che può provocare seri danni alla salute.
E’ un processo distruttivo e degenerativo capace di attaccare gradualmente tutte le parti del dente per distruggere i tessuti duri, come lo smalto dentario per poi degenerare nella dentina. La malattia è causata dall’azione di alcuni tipi di batteri presenti nella bocca e che trovano nella placca e nel tartaro l’ambiente ideale per annidarsi, proliferare e riprodursi.
La bocca è la via di accesso naturale degli alimenti. Oltre al cibo ed alla saliva, sono ospiti abituali del cavo orale anche i batteri, molti dei quali innocui od addirittura necessari per il corretto funzionamento dell’organismo. Residui di cibo, si possono combinare con questi batteri e con la saliva sulla superficie dei denti, dando origine alla placca dentaria.
Se la placca non viene rimossa con regolarità, si mineralizza e può attaccare lo smalto dei denti, il tessuto più duro del corpo umano ed, in assenza di alcun trattamento la carie puó raggiungere anche i tessuti piú profondi all’interno del dente degenerando nella dentina.
In principio la carie non da dolore. Il dolore si manifesta gradualmente ed a “momenti” con il lento avvicinarsi ai tessuti interni, che danno la vita al dente stesso, costituiti dal fascio nervo-vascolare, dove sono contenuti vasi sanguigni e nervi; zona conosciuta comunemente come “il nervo” oppure “la polpa”.
Stadio 1: la carie attacca lo smalto, strato duro che ricopre i denti. Il primo stadio dello sviluppo della carie è senza dolore. Il cibo ristagna nel dente.
Stadio 2: la carie procede attaccando la dentina, la sostanza che compone la maggior parte del dente. Iniziano sporadici dolori. Il cibo continua ristagnare nel dente e può provocare alito cattivo.
Stadio 3: la carie degenera nella dentina, intaccando “il nervo”. Inizia il mal di denti.
Stadio 4: superata la fase acute, inizia il processo cronico. I batteri si annidano nel dente e la carie puó progredire ulteriormente attaccando i tessuti circostanti: legamenti, osso e gengiva. Il riacutizzarsi del dolore questa volta é sostenuto anche da processi infiammatori ed infittivi che danno ad ascessi, con fasi acute di dolore, gonfiore e febbre.
Classificazioni delle carie secondo Black:
La divisione in classi di Black, creata alla fine del diciannovesimo secolo per i materiali non ritentivi e basata sulla localizzazione ed estensione del difetto cavitario principale, rimane ancora oggi la più utilizzata per semplicità, anche se le moderne tecniche restaurative che utilizzano le tecniche adesive tendono a rispettare meno i confini di questa classificazione.
• I classe lesioni delle zone occlusali di molari e premolari e delle superfici linguali di incisivi e canini e del foro cieco;
• II classe lesioni delle superfici interprossimali di molari e premolari;
• III classe lesioni approssimali di incisivi e canini senza coinvolgimento del margine libero;
• IV classe lesioni approssimali di incisivi e canini con coinvolgimento del margine libero;
• V classe lesioni della zona cervicale vestibolare o linguale/palatale;
• VI classe lesioni che interessano cuspidi e margini incisali.